• Valerio Maria Murgolo

Buzz Monitoring per ascoltare il web

Cos'è il Buzz Monitoring?


È quell'attività volta a intercettare il ronzio o brusio, buzz, che si distribuisce lungo la rete al fine di preservare e gestire la Brand Reputation, e mettere in campo azioni conseguenti.



Come nella vita reale la reputazione di un brand è sorretta da ciò che si dice di esso, con la differenza che nel web la diffusione e molto più veloce ma più facilmente controllabile e quindi misurabile grazie ai dati insight che genera.

Il principio si basa sulla spontaneità del brusio che si crea sul web, anche se alcune volte viene attivata proprio dalla marca, che garantisce un feedback istantaneo sul lavoro che si sta svolgendo, supportando nuove strategie di azione e permettendo anche di intervenire sui buzz quando questi non sono positivi o veritieri.

Con il Buzz Monitoring possiamo:


  • Analizzare ciò che si dice in rete del brand.

  • Verificare la responsabilità del buzz, non sempre legato al prodotto/servizio, basta pensare al caso Barilla datato 2013 in cui un alto dirigente fece uno scivolone causando un grosso problema all’azienda.

  • Verificare l’utilità e l’efficacia di un prodotto/servizio.

  • Analizzare i competitors

  • Individuare opinion leader o influencer da assoldare.

  • Misurare il grado di gradimento del brand, e quindi dei valori che diffonde.

  • Misurare il grado di fedeltà e soddisfazione dei consumatori.



Come prima fase bisogna identificare le keywords necessarie per l’analisi escludendo quelle apparentemente collegate ma non utili; per esempio se sto effettuando una ricerca sul “Il Volo”, noto trio musicale, includerò nel set parole come concerto, musica, canzone ecc, ed escluderò parole come aerei, viaggi ecc..

Successivamente, grazie a tools specifici, iniziare la ricerca intercettando i contenuti on-line e grazie a sistemi di allert ricevere informazioni quando qualche contenuto inerente l’analisi apparirà su motori di ricerca, siti, social network e piattaforme di condivisione.

È necessario anche catalogare, in cluster omogenei, queste informazioni, attribuendo uno score di attendibilità in base a parametri di visibilità e seguito dell’ente o della persona che ha divulgato le informazioni.

È ovvio che se la persona che ha menzionato il brand non ha seguito, non è presente sui motori di ricerca, non ha citazioni su social e non influisce, è possibile non considerarlo una minaccia attendibile.

È possibile effettuare anche monitoring dei social network, anche questo grazie a molti tools presenti, denominata Sentiment Analysis, è comporta l’ascolto delle citazioni catalogandole in positive, negative e neutrali.


In questo caso è però necessario un controllo manuale delle informazioni non potendo una macchina valutare l’ironia, il sarcasmo e gli emotional che si utilizzano per esprimere il proprio parere.


Essendo un lavoro molto articolato e lungo si procede con l’analisi delle informazioni derivanti da profili autorevoli, quindi che abbiamo già catalogato con score elevato.

Un ultimo step consiste nell'utilizzare i tools di analytics collegati al proprio sito web per intercettare citazioni, anche negative, che sviluppano conversioni; non sempre una cattiva pubblicità genera una caduta della propria reputazione, e con questi strumenti è possibile identificare quali contenuti, anche negativi, generano conversioni e quindi non sono per forza da rimuovere.

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