• Valerio Maria Murgolo

Come si comportano le aziende in caso di crisi?

Come si comportano le aziende in caso di crisi?


Solitamente esistono due protocolli operativi che gestiscono, con obiettivi diversi, le crisi e sono:




Il Crisis Management, che gestisce le situazioni di crisi con l’obiettivo di minimizzare le perdite in termini di sicurezza, di vite umane, di ambiente e di risorse, ma anche in termini di reputazione ed infine economiche.


Volendo prendere un esempio, in caso di incidente in autostrada l’azienda che gestisce il tratto autostradale con il Crisis Management verifica che tutti stiano bene, gestisce il servizio di soccorso e rimuove i mezzi.


Invece il Business Continuity Management ha come obiettivo la continuità operativa durante la crisi, cercando di contenere il disservizio al flusso aziendale.


Per riprendere l’esempio precedente, in caso di incidente in autostrada il Business Continuity Management si attiverà per ripristinare il flusso tramite un’altra corsia o ridurrà la careggiata per far defluire il traffico.


Con l’avvento della digitalizzazione si è creato un sotto-protocollo al Business Continuity Management che è il Disaster Recovery con cui si intende l’insieme delle tecnologie e misure organizzative con il compito di ripristinare sistemi, dati e infrastrutture necessarie al l’erogazione di servizi strettamente collegate a sistemi IT.


Esistono tre tipologie di minacce alla continuità operative nel digital, e sono:


1) minacce avversarie; intese come minacce derivanti da attacchi avversari, per esempio attacchi alla autenticazione, divulgazione di dati sensibili, Malware, errori di configurazione o abusi.


2) minacce accidentali; come il mal funzionamento di un software o hardware, o di tipo comportamentali oppure fallimenti sui processi di configurazione.


3) minacce ambientali; che ovviamente riguardano eventi atmosferici o meteorologici, come eventi idrogeologici o geologici, oppure minacce ad eventi strettamente legati alle infrastrutture come blocco di corrente, di comunicazione o servizi nel settore delle telecomunicazioni.


I processi correlati ad entrambi i protocolli si basano sul piano operativo, sulla continua formazione per essere preparati in caso di crisi e sulla comunicazione, interna ed esterna, che risulta fondamentale per il Crisis Management; e soprattutto, come nel caso di “Cambridge Analytica”, in alcuni casi bisogna metterci la faccia, ammettere gli errori pubblicamente e ripartire con una serie di azioni atte ad arginare la crisi e il calo di reputazione.

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