• Valerio Maria Murgolo

Cosa sono SEM, SEO e SEA?

“Se non sei su Google non esisti”

Questa celebre frase vuole mettere in evidenza l’importanza dei motori di ricerca e l’attenzione da porvi.



I motori di ricerca sono sistemi per la ricerca delle informazioni sul web, si basano su query di ricerca, quindi parole chiave o keyword, da digitare per accedere ad un elenco di risultati di ricerca, che possono essere siti web, video, immagini o audio, denominato SERP, Search Engine Result Page, quindi una pagina di risultati di ricerca.


Faccio una ricerca su parole chiave e mi viene restituita una pagina di risultati.

Questa pagina presenta risultati ai primi posti derivanti da attività di advertising, quindi a pagamento, e risultati organici, quindi ottenuti con l’indicizzazione del sito.


Internamente il motore di ricerca parte con un algoritmo detto web crawler, oppure spider o robot, che scansiona i seeds, o semi, che è una lista di Url che il programma deve visitare regolarmente, e le informazioni vengono archiviate e catalogate per poi indicizzare gli indirizzi web di questa lista che il web crawler dovrà visitare periodicamente per aggiornare l’archivio.


I risultati vengono ordinati in un indice che restituisce una risposta all’utente in tempo reale.


Ovviamente gli utenti usano i motori di ricerca per prendere decisioni di acquisto e informative, motivo per cui risultano molto strategiche per le aziende.


La SEM, Search Engine Marketing, sono quelle attività che hanno come obiettivo l’acquisizione di traffico e visibilità sui motori di ricerca.

Si dividono in:

  • SEO, Search Engine Optimization, che si basa su attività volte ad attivare visibilità naturale o detta organica.

  • SEA, Search Engine Advertising, che si basa su attività a pagamento, quindi annunci sponsorizzati.

La attività di Seo si dividono in:

  • On-site, che riguardano l’architettura, la struttura e la semantica del sito, che comporta un avanzamento in SERP. Tra le attività principali ci sono la scelta delle keyword, la descrizione a il “tag alt” alle immagini, la creazione dell’architettura e della site-map, la valutazione dei codici e dei titoli, la creazione di contenuti fruibili per l’utente e utili per il posizionamento organico. In questo caso si svolge un’attività di Seo Audit, di scansione del sito e individuazione delle criticità, per poi andare successivamente ad intervenire per migliorare il posizionamento.

  • Off-site, che riguardano attività di link building, quindi la presenza di link esterni autorevoli che rendono autorevole il nostro sito, e attività di Social Media Management, blogging e Guest Posting. Quindi la creazione di contenuti e attività esterne al sito che portano traffico e indicizzazione.

La attività di SEA si basano sulla scelta e acquisto di parole chiave che possono individuare le ricerche degli utenti, e creazione di annunci a pagamento basato sul criterio del “Pay per click”, quindi basata sul pagamento solo quando l’utente clicca sul link.

Uno dei principali Kpi da monitorare è il CTR, Click Through Rate, che rappresenta il rapporto tra click e impression. L’acquisto si basa sul processo ad asta.


Le keyword possono essere short o long tail, in base al numero di carattere che si decide di usare. Per esempio nel caso di una ricerca come “elettricista” siamo nel caso di short, nel caso di “elettricista specializzato a Brindisi”, siamo nel caso di parole a “coda lunga”. Nel secondo caso raggiungerò un’utenza meno ampia ma più profilata.


Anche queste attività vanno intese come continuative e in divenire, Google cambia le regole quasi tutti i giorni, in molti casi portando modifiche sostanziali che possono comportare cambi strategici e tattici.


Google basa la scansione degli url su molti parametri definendo delle linee guida come policy, ma anche in questo caso esiste un lato oscuro, con l’utilizzo di pratiche ingannevoli per ottenere visibilità e traffico, che i motori di ricerca cercano di individuare.

Queste pratiche sono definite Dark Seo o Black Hat Seo.

Sono:

  1. Inserimento di testo e link nascosti, all’interno di una pagina web, nascondendoli con lo stesso colore dello sfondo, senza effetti di passaggio del mouse.

  2. Creare pagine gateway, cioè prive di informazioni utili per gli utenti, ma strutturate per indicizzare sui motori di ricerca.

  3. Cloaking, con la creazione una pagina web non accessibile al pubblico che elude lo spider con uno script quando passa per la scansione.

  4. Riempire con parole chiave la pagina con l’obiettivo di aumentare la pertinenza del sito, detto keyword stuffing.

  5. Link spum, con l’utilizzo di automazioni per scambiarsi link e aumentare l’autorevolezza del sito.

In conclusione possiamo dire che le attività di Search Engine Marketing sono molto complesse e richiedono alte competenze tecniche, ma sono fondamentali per ottenere risultati dalla propria attività on-line, tenendo presente che circa il 90% dei click avvengono in prima pagina e soprattutto tra le prime 3 posizioni, modificando, dunque, la frase inziale in: “se non sei in prima pagina di Google non esisti”.