• Valerio Maria Murgolo

Marketing Automation come processo user contact

Sempre più oggi si utilizzano strumenti di Marketing Automation, quindi quei processi automatici che permettono di creare contatti con gli utenti, in modo da poterli profilare targettizzare e indirizzare contenuti che possono diventare importanti e di rilievo per l'utente stesso e convertirli in vendita.


Una delle principali attività è quella di nurturing, quindi di nutrimento dei nostri lead; quindi di rilevare informazioni dei lead tramite alcuni strumenti, per poter intercettare nome, cognome, e-mail, numeri telefono o addirittura geolocalizzazione e, avendo i dati di profilazione, poter inviare contenuti dedicati che convertano l'utente in acquisto del nostro brand.


Ovviamente queste attività devono essere sempre attenzionate perché possono risultare invadenti, essendo degli strumenti che in automatico continuano a contattare l'utente fino a quando non fa la conversione.


Si può partire dall' e-mail marketing e quindi dopo aver raccolto dati, inviare una e-mail di benvenuto alla newsletter, fino poi far partire un processo che trasmetta il reale contenuto e se ben strutturato faccia atterrare l'utente sulle nostre landing page e quindi lo faccia convertire in vendita.


E qualora non si dovessero concludere queste vendite posso riattivare una campagna di re-targeting in cui riattivo l'attenzione di quell'utente, che non ha portato a compimento il carrello o non avendo acquistato il nostro prodotto servizio, riproponendomi in maniera adeguata per poter magari spostare il processo di acquisto a un altro momento.


Questi strumenti si possono utilizzare anche nel campo dell'advertising, quindi grazie alle macchine che raccolgono i nostri dati, attraverso i cookie che noi rilasciamo tranquillamente ogni volta che ci colleghiamo ad un sito in qualche punto di contatto digitale, a quel punto si possono creare dei cluster, dei target omogenei di interessi e di attività, per esempio sui social; se sono interessato al motocross magari la macchina, e quindi l'advertiser, quindi colui che poi dovrà fare l'attività di pubblicità e di produzione, andrà a inviare il banner o il contenuto direttamente a quel cluster, a quel gruppo omogeneo di interesse e quindi sarà molto più mirato e sarà molto più delicato e targettizzato all'utente.

Invece si possono utilizzare anche, sempre nell'advertising, nel momento in cui una persona tocca un banner, clicca sul link, e lo si mette in collegamento con diverse pagine che potrebbero interessarlo e quindi che potrebbe soddisfare la sua necessità.


Per esempio il caso in cui fai una ricerca su Google e Google, da quel momento in poi, ti ripropone i contenuti per cui hai mostrato un interesse.

Questo vale anche per i social, vale per tutto ciò che oggi è digitale, quindi un indirizzare in base ai propri interessi il contenuto o attività; anche se molte volte risulta, almeno questi sono i buzz che si leggono e che si intercettano sui social, molte persone non hanno la consapevolezza di questa azione e quindi molte volte si lamentano di avere accesso obbligato dal social o dal web o dal sito in questione, ma in realtà sono scelte che abbiamo già manifestato.


In questo caso il processo prevede che c'è un advertiser, quindi una struttura che proponga la pubblicità, che comunica con un Data Management Platform, quindi una piattaforma in cui sono presenti tutti i dati di profilazione, che in automatico trasmetterà, comunicherà con un Content Management System che strutturerà i contenuti in base a quelli che sono le scelte e i gusti dell'utente finale.


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