• Valerio Maria Murgolo

Risolvere problemi con il Digitale!

Tra le soft skills più richieste oggi c'è la capacità di risolvere i problemi.

Rappresenta quel processo cognitivo che parte da un problema, e la sua analisi, per giungere alla risoluzione dello stesso.

Secondo il rapporto Unioncamere del 2017, per il 49,6% delle aziende italiane il problem solving è una delle soft skills fondamentali nella fase di selezione dei candidati, insieme alla capacità comunicativa e a quella di lavorare in gruppo.


Il processo prevede la definizione del problema, raccolta di tutte le informazioni, quali-quantitative, per l'analisi, la proposta di diverse soluzioni, la scelta della più impattante e sostenibile, definizione del piano di azione e attuazione.

Ovviamente con l’entrata del digitale nelle nostre vite il problem solver è diventato un digital problem solver, come colui che è capace di risolvere problemi con l'ausilio di strumenti e soluzioni digitali.

Ha una mentalità digitale, è a suo agio con strumenti alternativi, sa lavorare in “digital team working”, in un gruppo di lavoro con cui si collabora, si condivide, si risolvono problemi sfruttando le possibilità offerte dagli strumenti digitali.

Ha un elevato grado di alfabetizzazione digitale, è bravo nel raccogliere informazioni, anche con l'utilizzo del web, sa usare i booleani, verifica le fonti, è consapevole.

Tra le caratteristiche del digitale sicuramente la possibilità di ridurre le distanze ha la sua rilevanza, infatti possiamo chattare, videochiamare, condividere su piattaforme con persone molto distanti fra loro, in tempo reale oppure quando possibile, possiamo condividere, appunto, documenti, idee, processi, anche grazie a strumenti di gestione dei progetti, come possiamo svolgere azioni in simultanea.

Tra le metodologie più diffuse c'è l”agile” con team di massimo 9 persone, con competenze trasversali, che assecondando il processo di problem solving, individuano un problema, lo analizzano, tramite raccolta dei dati, generano nuove idee, con processi di brainstorming, le prioritizzano e poi le eseguono, fino a scalarle.

Successivamente si raccolgono tutti gli insight e riparte il processo.

Nel tempo sono nate diverse discipline, Design Thinking, Scrum, Growth Hacking, sono tutte derivanti dal Lean Project, con processi ciclici con l'obiettivo risolvere problemi.

Il Digital Problem Solving presenta diversi vantaggi, tra cui la rapidità con cui si svolgono le task, la precisione dovuta alla tracciabilità delle informazioni, l'efficacia delle soluzioni che sono misurabili, la creatività che si attiva grazie alla contaminazione.

Ma soprattutto offre la possibilità di monitorare ed effettuare interventi correttivi nel tempo.
Tra i ruoli con maggiori capacità di digital problem solving c'è il social media manager, un profilo molto delicato oggi, perché ha la responsabilità della reputazione aziendale, deve avere tutte le skills sopra descritte, deve saper comunicare in modo tempestivo, per proteggere il brand, limitare i danni e offrire risposte.

È un ruolo molto strategico, che richiede un piano d'azione e di Crisis Management, deve supportare per la redazione delle social media policies, sempre con atteggiamento positivo e attento.

Molte sono le attività aziendali che oggi passano dai social, motivo per cui sono luoghi dove è molto facile che si presentino problemi, la capacità di risposta e gestione del problema da parte del Social Media manager determinerà la gravità del danno subito.

Al digital Problem Solver è richiesta intelligenza sociale ed emotiva, tanta informazione e formazione, consapevolezza, creatività e il giusto pelo sullo stomaco…