• Valerio Maria Murgolo

Social Network per crowdsourcing e ricerche di mercato

I social media sono diventati uno strumento molto importante per poter generare nuove idee e nuovi prodotti/servizi, crowdsourcing, e poter generare analisi di mercato dettagliate sul prodotto/servizio e la sua percezione.



Nel primo caso si utilizza la rete, nello specifico piattaforme social, per generare, attraverso la co-partecipazione di tutta l’audience, nuove idee e nuove esperienze utente.


È il caso in Italia della Mulino Bianco che tramite la community “il mulino che vorrei” è in continuo rapporto con gli utenti per creare nuovi prodotti, nuove esperienze o semplicemente un nuovo nome prodotto, premiando l’utente, con brand Experience, che ha vinto il concorso indetto per esempio.


Ovviamente è un processo che richiede estrema trasparenza, genuinità nell’approccio e capacità di saper ascoltare e cogliere, nel ronzio generale, strumenti utili da testare e portare in esecuzione.


Cosa diversa è una ricerca di mercato in cui un brand chiede un’opinione su un prodotto o servizio offerto, in questo caso è necessario tenere in considerazione che i dati ricavati hanno natura ottimistica, in quanto coinvolge soprattutto persone legate al brand, e che non è possibile dialogare solo attraverso questionari ma bisogna far testare il prodotto o servizio a un ristretto gruppo di utenti, che siano early adopter, quindi predisposti alle novità, o influencer o band ambassador, a quelli che possono essere dei comuni utenti.


In tutti i casi bisogna prevedere una forma di ricompensa per l’attività che stiamo richiedendo, attraverso la valorizzazione dei più partecipativi, sistemi di Loyalty o in alcuni casi omaggiare il prodotto servizio che si sta testando.


L’ingaggio degli influencer può essere un traino importante in quando personaggi considerati esperti di settore e quindi credibili e autorevoli, ma il brand si sottopone alla libertà di giudizio dell'influencer che in modo trasparente esprimerà la propria opinione basata sulla sua esperienza e questa potrebbe non essere positiva generando un feedback negativo e quindi sortendo un risultano non atteso.


In ultimo è possibile ingaggiare gli ambassador del brand, ossia gli amanti della marca, che sono coloro che credono nella marca e nei loro valori e nel modo di comunicarli.


Bisogna coinvolgerli, andarli a ricercare, per potergli far vivere il brand dall'interno senza stimolare nessuna comunicazione ma lasciarli liberi di esprimersi in maniera naturale.


L’importante è farlo sentire parte di un percorso di coinvolgimento, come un percorso personalizzato e unico, ma soprattutto dove siano liberi di esprimere le loro opinioni.


Per questi motivi prima di intraprendere attività di crowdsourcing o feedback di mercato è meglio decidere preventivamente quale approccio intraprendere per poter generare valore.

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