• Valerio Maria Murgolo

Social Personal Branding: come siamo percepiti?

Come impostare una strategia di Branding, o Personal Branding?

Quali i possibili passaggi?

Quali studi?

Oggi parliamo di “Come siamo percepiti”…


Per avere una corretta comunicazione online un brand, e personal brand, deve effettuare alcune valutazioni su:


  1. Chi siamo? (attitudini e personalità)

  2. Come siamo percepiti? (archetipi e Archetypal Branding)

  3. Qual è la Social Media Persona? (la sintesi comunicativa)


Nello scorso episodio abbiamo affrontato il “chi siamo”.


Oggi parliamo di come siamo percepiti dagli altri, in questo caso ci supportato gli Archetipi.


Oramai è noto che il nostro cervello funziona a risparmio energetico, motivo per cui non si avventura, nella relazione con gli altri, in approfondimenti cognitivi troppo complicati, e quindi riconosce dei modelli comportamentali che permettano chiarezza, semplicità e riconoscibilità.

Gli Archetipi sono figure universali e atemporali che, appartenendo all’inconscio collettivo, ritroviamo nei miti e nelle favole.


Sono contemporaneamente delle mappe cognitive e catalizzatori di emozioni perché toccano interiormente le persone che istintivamente riconoscono legandoli ad un preciso significato.


Anche gli archetipi si ispirano al lavoro di Jung, presentando 12 profili di brand, e personal brand, che si raffigurano nell’immaginario collettivo.


Le tre caratteristiche principali per cui gli Archetipi sono utilizzati nel branding sono:


  • Parlano dei bisogni umani (gli stessi obiettivi di ogni brand)

  • Suscitano emozioni (anche i brand devono emozionare)

  • Aiutano a ricordare (anche il brand)





Questo ha permesso di creare una nuova disciplina che è l’Archetypal Branding, basata sui 12 modelli junghiani per rappresentare ciò che gli altri percepiscono del nostro brand, lanciata nel 2001 da Margaret Mark e Carol Pearson con il libro "The Hero and the Outlaw".






I 12 Archetipi sono raggruppati in 4 categorie strutturate sulla base delle fasi di crescita dell’individuo:




1. CAMBIAMENTO (fase di vita 6-18 anni)

1.1. Ribelle, mette in discussione l'autorità e infrange le regole; Desidera ardentemente la ribellione e la rivoluzione. Esempio di Brand Virgin

1.2. Mago, desidera creare qualcosa di speciale e trasformare i sogni in realtà, il mago è visto come visionario e spirituale. Esempio di Brand Disney

1.3. Eroe, in missione per rendere il mondo un posto migliore, l'Eroe è coraggioso, audace, stimolante. Esempio di Brand Nike


2. APPARTENENZA (fase della vita 19-34 anni)

2.1. Uomo comune, cerca connessioni e appartenenza; è riconosciuto come solidale, fedele e con i piedi per terra. Esempio di Brand Procten Gamble

2.2. Giullare, porta gioia nel mondo attraverso l'umorismo, il divertimento, l'irriverenza e spesso ama fare qualche malizia. Esempio di Brand Skitless

2.3. Amante, crea momenti intimi, ispira amore, passione, romanticismo e impegno. Esempio di Brand Chanel


3. ORDINE (fase di vita 35-65 anni)

3.1. Angelo custode, protegge e si prende cura degli altri, è compassionevole, nutriente e generoso. Esempio di Brand Unicef

3.2. Sovrano, crea ordine dal caos, è tipicamente controllante e severo, ma responsabile e organizzato. Esempio di Brand Rolex

3.3. Creatore, fantasioso, inventivo e spinto a costruire cose di significato e valore duraturi. Esempio di Brand Apple


4. INDIPENDENZA (varie fasi di vita)

4.1. Innocente, mostra felicità, bontà, ottimismo, sicurezza, romanticismo e giovinezza. Esempio di Brand Dove

4.2. Saggio, Impegnato ad aiutare il mondo a ottenere una comprensione e una saggezza più profonde, il Saggio funge da mentore o consigliere premuroso. Esempio di Brand Audi

4.3. Esploratore, trova ispirazione nel viaggio, nel rischio, nella scoperta e nel brivido di nuove esperienze. Esempio di Brand Red Bull


Bisogna tener presente che:


  1. Il solo test non è del tutto esaustivo sul branding, ma suggerisce le possibili funzioni cognitive.

  2. Le persone, e i Brand, cambiano e quindi cambia anche la valutazione del test nel tempo. (es. Apple prima ribelle e poi creatore)

  3. Non esiste la corrispondenza al 100% ma siamo un mix con alcuni fattori che emergono.

  4. Non esiste un’unica visione del test motivo per cui è consigliabile effettuarne diversi e paragonarli.

  5. Se per MBTI basta l’autovalutazione, per comprendere come siamo percepiti dobbiamo chiedere agli altri, interrogando amici, parenti, conoscenti e consumatori del Brand.


Una volta identificato “come siamo percepiti dagli altri” bisogna procedere con la Social Media Persona e questo lo vedremo nel prossimo episodio…
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